Come i dati possono aiutare a capire come le persone reagiscono al Covid19

5 Aprile 2020
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Quando si vogliono usare i dati per capire i fenomeni, prima di tutto è necessario capire cosa, con i dati, si vuole dimostrare, ovvero fare un’ipotesi.

L’ipotesi che abbiamo fatto prima di accedere al grafico dei varchi sparsi sul territorio del cremasco, era che il covid19 abbia avuto un impatto nella prima settimana dopo il primo caso, poi la gente abbia avuto un “ritorno alla normalità” e successivamente con i DPCM del 8e 22 Marzo, ci siano stati dei cambiamenti effettivi nei comportamenti.

Nel cremasco è stato costruito un impianto di Varchi Territoriali (utili alla lettura targhe), 62 “occhi” che leggono targhe e permettono a Polizie Locali ed Forze dell’Ordine di agire meglio secondo le rispettive competenze sul territorio.

Guardando i dati statistici dei varchi, abbiamo visto quanto segue.

I varchi hanno confermato l’ipotesi: i transiti medi sono tra i 450 e 500 mila al giorno nel mese di Gennaio (pre covid), si riducono sotto i 400 mila nella settimana post primo caso (fine Febbraio), per poi rialzarsi nella prima di Marzo(dove c’è stata una sorta di ritorno al pre-covid, dove la gente ha pensato che il tutto sarebbe tornato alla normalità in poco tempo).

Al che il governo ha dovuto intervenire con DPCM del 8 Marzo. Lì si vede un progressivo calo da oltre 300 mila transiti a meno di 200 mila (40% del valore iniziale) progressivamente, durante la settimana.

Infine, dopo il DPCM che ha fermato le attività non necessarie, si è visto il calo drastico fino a poco più di 100.000 transiti al giorno, per una riduzione totale di oltre l’80% dei transiti.