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18 Luglio 2019

pos@PA a Cremosano

Anche nel Comune di Cremosano abbiamo attivato la possibilità per i cittadini di effettuare pagamenti attraverso il pos@PA. Grazie alla collaborazione con Nexi abbiamo installato un pos che permette di effettuare pagamenti verso la piattaforma pubblica dei pagamenti #pagoPA

18 Luglio 2019

Il Progetto Varchi in Bocconi

Il 12 Luglio SDA Bocconi abbiamo presentato il #PROGETTOVARCHI alle principali società in-house nazionali, all’interno di una giornata di approfondimento organizzata da Assinter Italia relativo al «Data-driven Administration» Big Data a supporto delle politiche ambientali e dello sviluppo delle Smart City.

4 Luglio 2019

IO: Completiamo insieme il sistema operativo del paese

Oggi a Roma si è tenuto un’importante convegno nazionale organizzato dal Team per la Trasformazione Digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri dal titolo “Completiamo insieme il sistema operativo del paese”. Il team ha invitato i partner tecnologici della Pubblica Amministrazione per condividere visione, strumenti e obiettivi del processo di trasformazione digitale.
Noi c’eravamo e dopo lo speech di Paolo de Rosa siamo intervenuti insieme ad Allegra Bandinelli di ThoughtWorks nella sezione dedicata alle infrastrutture digitali, portando la nostra esperienza e chiedendo alla platea di fornitori di supportare gli enti nella migrazione al cloud sia nell’utilizzo del Cloud Enablement Kit che attraverso l’adeguamento delle proprie applicazioni, rendendole compatibili con il cloud. Infine abbiamo invitato le software house ad aprire i propri software attraverso le API, sviluppando integrazioni secondo il modello di interoperabilità.

21 Giugno 2019

PagoPA può prendere il volo grazie alle integrazioni e alle riconciliazioni, ma solo se gli stakeholder lo permettono

PagoPA è un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione, e sta nettamente migliorando l’adozione da parte delle PA, grazie allo sforzo di Agid, del Team per la Trasformazione Digitale e al suo Responsabile dei pagamenti digitali, Giuseppe Virgone.

Era un progetto che soli 3 anni fa veniva considerato ormai parte del “cimitero dei progetti” della PA e ad oggi ha raccolto 41 milioni di transazioni, con un tasso di crescita annuale del 700%.

I feedback dei cittadini sono positivi come fruibilità (tranne per il discorso commissioni che però nel tempo, sull’online, si stanno schiacciando verso lo zero e che pagoPa rende trasparenti mentre prima erano “occulte”) e così degli esercenti (punti Sisal, Lottomatica, etc) che lo vedono sempre più come un’opportunità, sia di business diretto che collaterale (mentre una persona va a pagare magari compra un pacchetto di caramelle, compra dei prodotti del bar o del tabaccaio, etc).

Si tratta quindi di una piattaforma abilitante in fortissima crescita e con riscontri positivi, ma che può addirittura mettere le ali se solo si superassero due scogli, sicuramente importanti ed alti, ma non necessariamente complessi.

Riporto la mia esperienza, di Referente dei pagamenti del Partner Tecnologico ConsorzioIT, società in house di 50 comuni medio piccoli del cremasco e contemporaneamente Partner Tecnologico per gli stessi, in merito a questi due scogli.

Il primo scoglio è la riconciliazione. Per i non avvezzi al mondo pagoPA questa è diversa dalla rendicontazione.

La rendicontazione è il flusso informatico mandato dal Prestatore di servizi di pagamento (PSP) quando riceve il denaro dal cittadino per il pagamento effettuato attraverso pagoPA. Questo flusso dovrebbe essere mandato in 24 ore. Non è sempre così, ma abbiamo evidenza nel tempo che questa soglia si avvicina sempre di più e i casi di ritardi si stanno riducendo a pochi PSP o a casi isolati. Si parla quindi di flussi informatici di conferma.

La riconciliazione è la verifica per cui la tesoreria (ovvero la banca di appoggio dell’ente per gli incassi) abbia ricevuto il denaro dal PSP, mediante ricevuta del provvisorio da parte dell’ente. Si parla quindi di flussi finanziari, ed è questo che interessa alle ragionerie dei Comuni, che lavorano come se fosse casa loro e quindi “vogliono vedere il cammello-soldi” prima di considerarlo proprio.

Attualmente la maggior parte dei Comuni risolve la riconciliazione in due modi:

  • facendo un conto per servizio, in modo da poter fare la verifica economica così detta “a chili”. Ovvero se nel gestionale del backoffice ho 150 mila euro di tari, basta controllare che sul conto della Tari ci sia il corrispondente ed il gioco è fatto;
  • facendo una verifica a “grammi”, ovvero usando un unico conto su cui arrivano diversi servizi, verificando ogni provvisorio uno a uno.

Alcuni dicono che sia un problema di trust/fiducia, ovvero che le ragionerie dovrebbero fidarsi della rendicontazione e che i soldi arrivano sicuramente. Questo è vero, ma è un tema culturale per il quale verrà richiesto tempo perchè sia assorbito, e la fiducia si farà mano a mano che l’uso di pagoPA toglierà lavoro alle ragionerie rendendo tutto più automatico.

Entrambi i metodi di cui parlavamo prima (a chili e a grammi) non sono scalabili: il primo in numeri di conto (se ho 20 servizi fare 20 conti diventa articolato da gestire), il secondo perchè all’aumentare della transazioni (poniamo di averne qualche decina di migliaia), diventa impossibile in termini di tempo la riconciliazione manuale.

Qui entra in gioco l’informatica, che permette le integrazioni. L’idea è stata quella di importare l’OPI (il giornale di cassa) preso dalla tesoreria dell’ente direttamente nel software del partner tecnologico, permettendo quindi direttamente al partner tecnologico di gestire la riconciliazione. Questo permette di riconciliare i pagamenti a un livello che è uniforme (software del partner tecnologico), indipendentemente da quanti software gestionali dell’ente (multe, anagrafe, ragioneria, altro) sono integrati al software del partner tecnologico. In questo caso modo, ogni gestionale può pescare l’informazione completa direttamente dal partner tecnologico stesso. In caso contrario, bisognerebbe chiedere ad ogni software gestionale l’elaborazione dell’opi, con aggravio di costi per l’ente.

Praticamente cosa succede? L’operatore di ragioneria scarica l’OPI del giorno dalla banca e lo carica nel portale di backoffice del partner tecnologico messo a disposizione dell’ente. In questo modo il software riconcilia e l’operatore di ragioneria si trova 3 pallini verdi:

  • uno per il pagamento effettuato (in realtime);
  • uno per la rendicontazione (flusso informatico, solitamente entro 24 ore);
  • uno per la riconciliazione (flusso finanziario, dipende anche dalla tesoreria).

Questo permette all’operatore di ragioneria addirittura di ragionare per differenza, ovvero tutto è riconciliato a meno di quello segnalato dal sistema.

Ogni volta che importo un OPI viene fatto un report che indica quanti flussi sono stati importati, quanti appartengono a un altro Partner Tecnologico, quanti sono riconciliati ma non rendicontati, quanti sono in errore, quanti non sono transitati per pagoPA. Questo tipo di report permette un’analisi completa dell’OPI.

Una volta riconciliato correttamente nel portale del Partner Tecnologico (con relativa possibilità di consultare lo storico, etc) va quindi integrato il software gestionale, in modo che possa dare le stesse informazioni e che l’operatore di ragioneria possa visualizzare la stessa informazione.

Qui si entra più nel vivo nel secondo tema, le integrazioni.

Integrare il software di backoffice dell’ente con il software del PT dovrebbe essere un’operazione abbastanza semplice, ovvero l’integrazione tra due sistemi con API.

Non è purtroppo così, perlomeno per la mia esperienza.

Prima di tutto perché ancora manca una cultura diffusa di integrazione nelle software house, che hanno il timore di “aprirsi”. Aprirsi per una software house dei gestionali della PA significa uscire dal proprio modus pensandi, nel senso che sono abituate a tenere il sistema più chiuso possibile, per “tenere il cliente”. Questo è un modo di pensare probabilmente vecchio e forse le prime software house che si apriranno verso l’esterno saranno proprio quelle che anticiperanno gli altri. Senza dimenticare che quando ci si apre con API e servizi, spesso nascono opportunità prima impensabili (opportunità che il privato conosce molto bene).

Inoltre, spesso vengono attuate logiche piuttosto chiuse, ovvero “se mi chiedi e paghi allora sviluppo”. Il mercato della Pubblica Amministrazione è un mercato che rischia di “far perdere tempo” e nel passato ha creato non pochi problemi a chi seguiva una strada di sviluppo, per poi essere smentito dal governo successivo che annullava la scelta del predecessore. Per cui è comprensibile questo approccio conservativo.

Del resto negli ultimi 2–3 anni è evidente che il mondo è cambiato e l’anno zero è passato, quindi aprirsi a soluzioni diverse, con API, servizi rest e quant’altro, potrebbe essere un buon approccio, volendo anche proattivo laddove si cerca di fare il servizio per poi venderlo. In tale modo si supererebbe anche l’approccio di far pagare al primo cliente richiedente una soluzione lo sviluppo e il rischio d’impresa in toto, facendosene in parte carico e quindi cercando di creare soluzioni che anticipino il mercato e non solo che lo seguano.

Tornando a pagoPA, le integrazioni sono un tassello fondamentale, e uno scambio di informazioni tra software di backoffice dell’ente e software del PT è fondamentale e dovrebbe essere concepito possibilmente a basso costo per le PA.

Qualcuno ci ha pensato, come ad esempio Regione Lombardia che ha stanziato dei fondi per permettere le integrazioni. Premiare il comportamento è stata una scelta saggia, anche se probabilmente era altrettanto saggio rimanere market neutral e aiutare gli enti a fare integrazione, indipendentemente dal sistema scelto. Forse sarebbe più utile anche che i finanziamenti favorissero una standardizzazione più che la sola adesione. La soluzione potrebbe quindi essere finanziare i criteri e non le soluzioni: questo approccio permetterebbe infatti di agevolare la creazione di uno standard di interfacciamento.

Riassumendo quindi, la rendicontazione e l’integrazione, potrebbero essere le due ali che permetterebbero a pagoPA di volare, superando anche le resistenze degli utenti comunali, che effettivamente a oggi fanno più fatica per erogare un servizio, il cui risultato sul cittadino è sicuramente migliorativo (“citizen first”).

Speriamo che tutti gli stakeholder che sono in campo, possano fare del loro per capire il valore di questi due aspetti, e per prendere il meglio l’uno dall’altro, con l’obiettivo di semplificare il lavoro anche alle ragionerie e ai dipendenti comunali.

A questo punto non ci sarebbero più alibi per non utilizzare pagoPA anche nei piccoli enti.

22 Maggio 2019

Avvio lavori Banda Ultra Larga Cremasco

Oggi, 22 maggio 2019, si sono aperti i primi cantieri per la realizzazione della Banda Ultra Larga del Cremasco.

Nel Comune di Ticengo si sono ritrovati il capofila Sindaco di Casaletto Ceredano, Aldo Casorati, l’Amministratore Delegato di Consorzio.IT Franco Miceli, la Field Manager di Open Fiber, Margherita Locatelli, i tecnici di Valtellina (Impresa esecutrice dei lavori) e Il Vice Sindaco del Comune, Domenico Mario Oliveri.

All'avvio del primo cantiere seguiranno, nelle prossime settimane, tutti i 42 comuni beneficiari di questo progetto territoriale che consentirà di cablare con tecnologia FTTH oltre 33.000 unità immobiliari.

L’avvio dei lavori è il seguito di mesi di progettazione e ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie per un’infrastruttura di 400 km di rete della più moderna tecnologia di comunicazione sul mercato, che permetterà al Cremasco di colmare il digital divide che ancora insiste sul territorio e portare nel futuro i cittadini, le aziende e le pubbliche amministrazioni.

Dal 2020 è previsto il completamento e il collaudo dell’infrastruttura e, conseguentemente, l’accesso alla rete degli operatori del mercato di telecomunicazioni per la vendibilità dei vari servizi agli utenti finali.

21 Maggio 2019

Cloud Enablement Kit —Il nostro piccolo contributo

Nel mese di marzo e di aprile abbiamo avuto la fortuna di partecipare alla raccolta degli elementi necessari alla realizzazione del Cloud Enablement Kit (CEK), realizzata dal Teamdigitale (TD) in collaborazione con Thoughtworks(TW).

TW (costituito da un team giovane di persone con elevate skill ed esperienze associate al cambiamento e alla trasformazione digitale oltre che con esperienza internazionale) aveva come deliverable (scopo) datogli da Agid di collaborare con alcune pubbliche amministrazioni (come ad esempio la nostra, il comune di Torino, regione Emilia-Romagna/Lepida, comune di Crema, Comune di Cremona, Corte dei Conti, Ministero dei Beni Culturali) per arrivare alla stesura del CEP (Cloud Enablement Program) e del CEK...(Vedi Articolo)

Tavoli tematici
8 Maggio 2019

Tavoli tematici

In questi giorni presso la nostra sede si sono ritrovati 5 comuni (Annicco, Agnadello, Credera Rubbiano, Madignano e Ripalta Cremasca) riuniti ad uno stesso tavolo per condividere le metodologia e gli strumenti di gestione delle nuove iscrizioni al servizio mensa per il prossimo anno scolastico 2019/2020.

Un modello organizzativo che permette di condividere le metodologie, gli strumenti,  le soluzioni e i costi, creando di fatto un ufficio tematico aggregato. 

Questa esperienza  consente inoltre di  ampliare il Network di collaborazione tra gli enti.

Progetto Varchi
8 Maggio 2019

Incontri relativi al progetti Varchi

Proseguono gli incontri formativi e di potenziamento del #PROGETTO VARCHI con il coinvolgimento delle Forze dell’ordine e delle Polizie Locali. Un Progetto sempre più all'avanguardia che crea interesse a livello Nazionale.

Il Cremasco unito anticipa l’arrivo della fibra ultraveloce di 4 anni
15 Aprile 2019

Il Cremasco unito anticipa l’arrivo della fibra ultraveloce di 4 anni

Realizzare una nuova rete interamente in fibra ottica, in modalità FTTH (Fiber To The Home, ossia fibra fino a casa), sfruttando le infrastrutture extracomunali di collegamento già esistenti, e velocizzare l’attuazione del progetto grazie ad un piano di lavoro condiviso con tutti i comuni del cremasco: sono questi gli obiettivi dell’accordo quadro siglato da Open Fiber, player infrastrutturale attivo su tutto il territorio nazionale, e dalla  Società Cremasca Reti e Patrimonio (SCRP) - Consorzio.it, che è stato presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa tenutasi martedì pomeriggio presso la sede di Crema della SCRP.

Il 3 Marzo 2015 il Governo italiano ha approvato la Strategia Italiana per la Banda Ultra larga allo scopo di soddisfare uno degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea, che prevede di portare collegamenti a 100 Megabit per l’85% della popolazione italiana, e ad almeno 30 Megabit per tutti i cittadini italiani. Infratel (società in house del Ministero dello Sviluppo Economico), incaricata di attuare il piano nazionale BUL, ha emesso tre bandi di gara per la copertura delle aree bianche del Paese, ossia quelle zone in cui fino ad oggi nessun operatore ha voluto investire in reti ultraveloci. I tre bandi sono stati vinti da Open Fiber, che realizzerà la rete e ne curerà la manutenzione per 20 anni, mentre la proprietà rimarrà pubblica.

Anche la copertura del nostro territorio, dove sono previsti investimenti per circa 7 milioni di euro, è stata affidata a Open Fiber, ma i tempi di programmazione avrebbero portato il Cremasco ad avere la banda ultra larga non prima del 2022.

La società SCRP-Consorzio.IT ha da subito colto l’importanza del tema e l’opportunità di anticipare i tempi, mettendosi in prima linea come aggregatore delle necessità del territorio. Si è quindi messa in contatto con Infratel, iniziando anche un tavolo congiunto con Regione Lombardia, allo scopo di mostrare una fattiva collaborazione per accelerare i tempi di posa delle infrastrutture, mostrando la volontà di supportare nell’acquisizione delle autorizzazioni.

È quindi nato un tavolo di lavoro che ha coinvolto i Sindaci del territorio, con in prima fila il Sindaco del comune di Casaletto Ceredano, Aldo Casorati. Da questo tavolo è stato redatto un protocollo di intesa che ha demandato la rappresentanza del Cremasco al comune capofila Casaletto Ceredano con il supporto tecnico della società SCRP-Consorzio.IT, con l’obiettivo di anticipare la programmazione prevista.

Questo ha permesso di dialogare direttamente con Infratel e Open Fiber, ed essere così la prima realtà nazionale aggregata ad avviare l’iter per la realizzazione dell’infrastruttura in fibra ottica a banda ultra larga. Dopo i primi mesi di incontri che hanno cercato sinergia tra Open Fiber, Infratel, Regione Lombardia, Provincia e Cremasco, si è avviata a Novembre 2018 la fase autorizzativa (attraverso conferenza dei servizi Regionale), che si è conclusa in data 01 Aprile 2019 con pubblicazione sul B.U.R.L. (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia) di tutti i pareri favorevoli al progetto.

La presentazione del progetto presso la sede della SCRP-Consorzio.IT di Crema sancisce così l’inizio della fase realizzativa. L’avvio dei lavori sul territorio Cremasco è previsto per maggio 2019.

Il progetto prevede la copertura in modalità FTTH per le unità immobiliari dei centri abitati e delle zone industriali. Per tutte le altre aree, sarà resa disponibile la copertura con FWA (Fixed Wireless Access, ovvero accesso wireless all’infrastruttura in fibra di Open Fiber). L’FTTH abiliterà velocità di connessione fino ad 1 Gigabit per secondo, mentre l’FWA supererà i 30 Megabit per secondo in download. I profili poi verranno definiti in dettaglio nella fase di vendita.

Dal 2020 è previsto il completamento e il collaudo dell’infrastruttura. Il piano complessivo prevede:

  • il cablaggio di 33.274 unità immobiliari;
  • lo sviluppo di 367 chilometri di rete.

Nei comuni di Annicco, Calvenzano, Casale Cremasco, Dovera, Madignano, Trescore Cremasco e Soncino è prevista la realizzazione delle centrali a cui saranno collegati tutti i cavi in fibra ottica che raggiungeranno gli edifici nei comuni dell’area. Dopo il collaudo, gli operatori locali e nazionali potranno attivare la rete ultraveloce del Cremasco e quindi vendere il servizio banda ultra larga ad utenti finali ed aziende. Open Fiber è un operatore wholesale only: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attivo esclusivamente nel mercato all’ingrosso, offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Per cui, nel 2020, compatibilmente con i piani di commercializzazione degli operatori locali e nazionali, nei primi comuni del nostro territorio saranno già disponibili i servizi su fibra ultraveloce per cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni e aziende.

Questo per i cittadini vuol dire permette l’accesso complessivo ai servizi utilizzati, come ad esempio streaming, gaming e servizi di e-commerce. Per le PA e le aziende viene a potenziarsi la possibilità di utilizzare il cloud computing, di spingere e-learning e telelavoro e migliorare la fruibilità dei servizi in mobilità. E, soprattutto, superare l’isolamento derivante dal non potersi collegare in banda ultra larga ai servizi erogati dal mondo digitale.

 

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2 Aprile 2019

Servizio di refezione scolastica della scuola primaria - Comune di Sergnano

Abbiamo ricevuto l'incarico per effettuare il Bando di gara relativo al Servizio Mensa del Comune di Sergnano. La procedura negoziata, anticipata da una manifestazione di interesse, consente di individuare le aziende nel campo della ristorazione scolastica con le caratteristiche adeguate a garantire la buona gestione del bacino del servizio richiesto. La procedura e' gestita con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per garantire al Comune criteri migliorativi del suo servizio. La procedura scadrà il prossimo 14/04/2019