Notizia

8 Novembre 2022

Il portale Padigitale2026, la PA che funziona: come migliorarlo ancora in ottica “onceonly”

Articolo pubblicato in origine su: https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/il-portale-padigitale2026-la-pa-che-funziona-come-migliorarlo-ancora-in-ottica-onceonly/

I dati e l’interoperabilità servono anche a valorizzare un servizio, a semplificare una procedura, a creare conoscenza, ad aumentare la consapevolezza e le competenze per partecipare ad un processo di crescita comune. Il portale Padigitale2026 è un punto di non ritorno per molti aspetti, ma si potrebbe fare ancora meglio

Sara La Bombarda
Responsabile per la Transizione Digitale presso Regional Agency for Technology and Innovation - Puglia

Andrea Tironi
Project Manager - Digital Transformation

l portale Padigitale2026.gov.it è un esempio di come la PA può funzionare, ovvero un punto (ci auguriamo) di non ritorno per:

  • modalità di accesso (accesso con Spid e CIE),
  • semplicità di utilizzo (interfacce chiare e disegnate per la comprensione e la guida degli utenti),
  • standardizzazione (gestione utenti avanzata con editori e incaricati, oltre che legale rappresentante),
  • ambiente di supporto personalizzato (helpdesk enti e fornitori)
  • interoperabilità (iniziata indicando nella candidatura Spid e CIE le informazioni utili per evitare errori in fase di inserimento dati).

Proviamo allora a descrivere come il portale Padigitale2026.gov.it potrebbe evolvere per semplificare l’inserimento dei dati nelle fasi di esecuzione, rendicontazione e controllo, proseguendo la best practices della fase di candidatura.
Incrociando i dati disponibili nelle varie PAC/PAL, si andrebbe ad attivare a piena potenza “l’interoperabilità interna alla PA”, ovvero “ciò che la PA sa già è inutile che se lo richieda o lo faccia certificare a un altro suo pezzo”, nell’ottica di #onceonlypa.

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8 Novembre 2022
RINIZIO

Approvato l’accordo, rilanciata l’unità territoriale del cremasco e si guarda avanti

Approvato l’accordo, rilanciata l’unità territoriale del cremasco e si guarda avanti

I comuni di Soncino,  Casale Cremasco Vidolasco, Casaletto di Sopra, Palazzo Pignano, Romanengo,  Salvirola, Ticengo e Trescore Cremasco, che avevano esercitato il diritto di recesso dalla società territoriale Scrp;  

Il commissario liquidatore di Scrp e il consiglio di amministrazione di Consorzio.it su specifico mandato dell’Assemblea dei Sindaci soci ritenuto che al di là dei legittimi interessi e delle altrettanto legittime scelte di ciascuno dei soggetti coinvolti nella vicenda che dura ormai da anni, fosse prioritaria la ricomposizione dell’unità del territorio cremasco, hanno quindi dato avvio nei mesi scorsi ad un percorso per raggiungere questo risultato.

Nonostante le iniziali difficoltà a trovare un accordo, la proposta di ricomposizione dell’unità territoriale è stata accolta favorevolmente e con la massima disponibilità dai recedenti.  È quindi iniziato un confronto privo di pregiudizi che ha favorito il dialogo senza azzerare le reciproche attese, con il coinvolgimento dei rispettivi legali, in cui sono state confrontate anche le possibilità di rilancio progettuale di Consorzio.it.

Il risultato concreto di questo dialogo-confronto è stata una lettera inviata dagli otto Comuni recedenti a Consorzio.it in cui viene richiesta la possibilità di acquisire quote della Società attraverso apposito aumento di capitale ad essi riservato (pari a circa il 2% del capitale sociale).

L’accordo raggiunto prevede da parte di Scrp il ritiro del ricorso contro la decisione del lodo arbitrale favorevole al recesso degli otto comuni, la rinuncia da parte degli stessi degli interessi di mora a loro attribuiti dal lodo arbitrale, il pagamento delle quote di loro competenza (circa 3,5 milioni di Euro) in concomitanza con il pagamento del dividendo spettante a tutti gli altri Soci (circa 4,5 milioni di Euro) a conclusione della fase di liquidazione e chiusura di Scrp che, conseguentemente, porterà anche all’ulteriore risparmio degli attuali suoi costi di funzionamento. 

Nella seduta del Comitato di Consorzio.it del 31.05.2022 i Sindaci si sono espressi, a stragrande maggioranza, a favore dell’accordo. L’operazione così approvata consentirà ora di mettere in atto tutte le procedure tecnico-amministrative finalizzate a ricomporre l’unità territoriale attraverso la liquidazione definitiva di SCRP, il rientro dei Comuni recedenti in Consorzio.it ed il rilancio progettuale dello stesso a vantaggio di tutti i Comuni e quindi del complessivo rafforzamento politico-territoriale del territorio Cremasco.

Nella stessa seduta il comitato ha dato mandato al CdA di Consorzio.it di deliberare anche un aumento di capitale complessivamente pari a circa il 3% riservato ad altri Comuni limitrofi (bergamaschi, lodigiani, milanesi, cremonesi) che, in questa fase, hanno richiesto la possibilità di poter usufruire dei servizi offerti dalla Società, che avrà quindi modo di rafforzarsi ulteriormente estendendo il suo perimetro di azione In questo caso però ogni  Comune potrà sottoscrivere solo una quota massima pari allo 0,05% salvaguardando così totalmente l’impronta territoriale cremasca della società.
 

1 Giugno 2022
30 Settembre 2022

Piattaforma Notifiche Digitali: pubblicato il bando per i Comuni, ecco cosa prevede

Articolo pubblicato in origine su: https://www.forumpa.it/pa-digitale/piattaforma-notifiche-digitali-pubblicato-il-bando-per-i-comuni-ecco-cosa-prevede/

È uscito l’Avviso per i Comuni Misura 1.4.5 del PNRR dedicata alla Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione. Scopriamo insieme i punti salienti del bando, che ha una dotazione complessiva di 80 milioni di euro

Andrea Tironi

Sophie Gasser
Project manager Digital Transformation, Consorzio.IT

Indice degli argomenti

  1. Cosa prevede il Bando
  2. I fondi disponibili per ogni ente
  3. I documenti
  4. I servizi tra cui scegliere
  5. Il procedimento per la candidatura
  6. Rendicontazione
  7. Domande, considerazione e note aperte alla prima lettura

L’obiettivo della Piattaforma delle notifiche è risolvere la situazione delle notifiche della pubblica amministrazione, attualmente gestito singolarmente da ogni ente (al meglio possibile per le proprie capacità), con costi di notifica e spesso di “investigazione” per individuare il notificato. È l’obiettivo dell’Avviso Misura 1.4.5 “Piattaforma Notifiche Digitali” Comuni (Settembre 2022), appena pubblicato e che permetterà ai comuni di collegarsi alla nuova Piattaforma delle Notifiche. Di seguito cerchiamo di spiegare i punti salienti dell’avviso.

Come ricordato in questo articolo, la Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione, istituita dalla legge di Bilancio 2020 e disciplinata dall’articolo 26 del Decreto “Semplificazioni”, consentirà alle PA di effettuare notificazioni con valore legale di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni a persone fisiche e giuridiche residenti o aventi sede legale nel territorio italiano (o comunque titolari di codice fiscale).

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30 Settembre 2022
30 Settembre 2022

PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta

Articolo pubblicato in origine su: https://www.agendadigitale.eu/documenti/pa-digitale-2026-come-gestire-i-fondi-pnrr-in-5-fasi-ecco-la-proposta/

Stefano Bruscoli
CIO - Comune di Ancona

Andrea Tironi
Project Manager - Digital Transformation

La gestione dei fondi legati agli avvisi digitali del PNRR può essere realizzata in modo efficace analizzando il rapporto tra spesa e impatto per gli enti pubblici: ecco una proposta di ragionamento in cinque fasi per capire come valorizzare al meglio le risorse

I contributi legati agli avvisi digitali del PNRR sono ottenibili a fronte di una progettualità molto semplice, avendo come fulcro la definizione dei servizi (elencati nell’avviso cloud ma comunque valutabili per tutti gli avvisi) che l’Ente eroga, scelti fra un insieme di 95 servizi ai quali possono esserne aggiunti altri oppure tolti quelli della lista base che l’Ente non svolge. Ancora più importante è la possibilità di inserire attività poste in essere a partire da febbraio 2020 la cui spesa non viene considerata un cofinanziamento. Questo poiché la modalità di rendicontazione è la dimostrazione del risultato raggiunto e non la dimostrazione con fatture delle spese sostenute pari al contributo ricevuto.

Vogliamo quindi capire come possiamo migliorare il rapporto tra spesa e impatto per l’ente locale: in prima battuta è fondamentale sapere cosa ogni ente locale potrebbe realizzare con i fondi PNRR, perché se l’obiettivo è limitato a quanto richiesto dagli avvisi è possibile e probabile che tutti i fondi finiscano in quel solo pensiero. Proviamo a elaborare un ragionamento per fasi, valido sia per dipendenti comunali, che per PO, per Dirigenti, per segretari comunali e amministratori, oltre che per i fornitori.

Indice degli argomenti

  • Fase 1 – rendicontazione
  • Fase 2 – Gestire i fondi avanzati
  • Fase 3 –  Realizzare il piano triennale dell’informatica nella PA
  • La Fase 4 – L’innovazione
  •  Fase 5 – L’ICT
  • Conclusioni

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30 Settembre 2022
FPA

Consorzio.IT partner scentifico di FPA

Dal 1990 viene organizzato FORUM PA, il più importante evento nazionale dedicato al tema della modernizzazione della PA, da cui trae origine tutta la nostra attività. Alla kermesse romana si affiancano oggi 365 giorni di iniziative, eventi, consulenza e networking, che danno alla quattro giorni di manifestazione lo spessore necessario affinché non siano uno spot, ma il fiore di un’innovazione sapientemente coltivata tutto l’anno.

Cantieri PA

I Cantieri sono i laboratori permanenti dedicati ai temi dell’innovazione digitale e organizzativa della PA italiana. Ogni Cantiere opera attraverso tavoli di lavoro, che aggregano le community dei più autorevoli operatori pubblici e privati referenti per ciascuna tematica trattata: IT governance, cybersecurity, digitalizzazione dei servizi pubblici locali, gestione documentale, Public Procurement, Internet of Things. 
I Cantieri si propongono di monitorare e supportare i percorsi di attuazione della PA digitale attraverso attività di analisi, networking e advocacy. Gli incontri a porte chiuse hanno l’obiettivo di far emergere le esigenze della domanda di tecnologie direttamente dai decisori di acquisto pubblici. 
Consorzio.IT quest’anno è stato coinvolto nell’iniziativa  nel ruolo di partner scientifico nel “Cantiere Transizione Digitale” nelle figure di Cristian Lusardi e Andrea Tironi.

In questo appuntamento, caratterizzato da sessioni di lavoro collaborativo pubblico - privato, ogni community sviluppa delle indicazioni operative e buone pratiche per la corretta implementazione di investimenti e riforme del PNRR.
Ai tavoli erano presenti Regioni, ASL, Città Metropolitane, comuni, Pubbliche amministrazioni Centrali.
Consorzio.IT ha coordinato due dei tre tavoli di lavoro, le risultanze del lavoro di questa community saranno raccolte nel Libro bianco di FORUM PA 2022. 

Polo Strategico Nazionale e Strategia Cloud Italia



Durante la manifestazione Consorzio.IT, nella figura di Andrea Tironi, è intervenuta anche  in un evento in cui venivano discussi i temi del Cloud e più in particolare del Polo Strategico Nazionale e Strategia Cloud Italia, l’obiettivo è quello di realizzare il sistema operativo del paese attraverso la collaborazione pubblico-privato, portando il concetto di cloud anche nelle Pa Locali..

 

 

21 Giugno 2022

Aumento capitale sociale e conferimento ramo d’azienda da SCRP Spa

In data 22 dicembre 2021 alla presenza del Notaio Alberto Pavesi si e’ svolta l’Assemblea straordinaria della società Consorzio Informatica Territorio Spa presieduta dalla Dott.ssa Alessandra Vaiani alla presenza dell’unico socio Scrp Spa in Liquidazione rappresentata dall’Ing. Giovanni Soffiantini ha deliberato l’aumento di capitale sociale da euro 100.000 a euro 2.000.000 con sovrapprezzo di complessivi euro 19.500.000.

La sottoscrizione di aumento di capitale con conferimento di ramo di azienda riguarda i seguenti elementi patrimoniali:

  • immobili e terreni
  • impianti fotovoltaici e le relative convenzioni in essere con il GSE
  • piattaforme raccolta rifiuti;
  • canile sovracomunale sito nel comune di Vaiano Cremasco;
  • varchi sovracomunali del territorio cremasco;
  • attività di Stazione appaltante e Centrale unica di committenza;
  • partecipazione societarie nella società SCS Srl;
  • immobilizzazioni finanziarie , crediti e disponibilità liquide;
  • altre attività residue.

Il tutto come identificato nella perizia giurata all’uopo predisposta e allegata all’atto.

L'Assemblea si e’ svolta in forma totalitaria alla presenza dell’intero Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

L’operazione rappresenta un ulteriore passo verso la razionalizzazione delle società pubbliche del territorio e la opportunità di sviluppare progetti sovracomunali nel territorio cremasco coerentemente col mandato ricevuto dai Comuni soci.

13 Gennaio 2022

Attiva fibra ottica

Venerdì scorso e questa mattina abbiamo attivato due nuovi comuni in fibra ottica con banda dedicata

Sono il comune di Casaletto Vaprio e il Comune di Capralba

I Risultati sono ottimi , navigano alla velocità di 1 Gbps simmetrico

21 Febbraio 2022
Termoscanner per enti pubblici (Municipi, Scuole, Biblioteche)
23 Giugno 2020

Termoscanner per enti pubblici (Municipi, Scuole, Biblioteche)

Termoscanner installato con il supporto di Consorzio.IT , un servizio chiavi in mano.
Fornitura con tornello oppure stand alone con piantana da 110 cm (esiste anche la versione per bambini), che può essere spostato all’occorrenza per presidiare accessi a locali o manifestazioni pubbliche.
Proteggere il personale dell'ente significa proteggere anche i servizi e garantirne la continuità di erogazione.

23 Giugno 2020
27 Gennaio 2020

Al via la sperimentazione del progetto Sibyl!

Il progetto prevede lo sviluppo, attraverso l’Intelligenza Artificiale, di un assistente virtuale al servizio del cittadino. Grazie a Sibyl miglioreremo ulteriormente i progetti di digitalizzazione dei servizi scolastici già avviati nel territorio. Sibyl infatti ha lo scopo di studiare e realizzare una piattaforma digitale innovativa che consenta una completa digitalizzazione delle istanze a domanda individuale e la semplificazione/ottimizzazione delle interazioni e delle comunicazioni tra Cittadino e Ente.

Per ora hanno aderito al progetto i Comuni di  Agnadello, Capergnanica, Credera Rubbiano, Crema,  Madignano, Montodine, Ripalta Arpina, Ripalta Cremasca, Vaiano Cremasco, altri potrebbero aggiungersi alla sperimentazione.

Il Progetto è Finanziato da un Bando Europeo  avviso PIA piccole imprese (POR FESR-FSE Regione Puglia) e il nostro territorio è stato chiamato a sperimentare grazie alla presenza si Consorzio.IT

27 Gennaio 2020
27 Gennaio 2020

Service design per la PA: come gestire la trasformazione digitale coinvolgendo tutti gli stakeholder

Cultura agile, misurabilità e prioritizzazione degli obiettivi, formazione e cultura digitale, comunicazione, interoperabilità, sostenibilità, coinvolgimento delle politica, dei cittadini e dei fornitori: ecco i punti chiave per gestione di un progetto di trasformazione digitale. La gestione di un progetto di trasformazione digitale e le modalità di coinvolgimento in questo processo della parte politica oltre agli stakeholder sono i temi emersi nell’ambito della sessione di chiusura dell’Osservatorio sullo Switchoff del Politecnico di Milano. Diversi gli spunti interessanti emersi dal dibattito, che vorrei elencare e approfondire di seguito. Partiamo da quelli più importanti, che sono stati evidenziati come i principali dal tavolo di lavoro, unendoli a quelli emersi dalla ricerca scientifica.

Come gestire un progetto di trasformazione digitale?

Gestione e cultura agile

Nel mondo attuale per riuscire a fare trasformazione e cambiamento, in particolare digitali, serve prima di tutto creare una cultura agile. Per cultura agile si intende, semplificando, una cultura che preveda iteratività e incrementalità nella creazione delle soluzioni contrapposta al waterfall (studio tutto, lo faccio fine alla fine e poi metto sul mercato il prodotto): l’agile prevede di creare un prodotto magari con meno funzionalità di quante previste, ma pronte per il mercato (sia esso un vero prodotto, un servizio, altro) e di lanciarlo per avere feedback immediati. Infine, agile prevede un salto culturale enorme: l’errore è una possibilità e dall’errore si impara, non si cerca il capro espiatorio. Questo è un salto cultura enorme per noi italiani, abituati a cercare il colpevole davanti ad un errore: pensare che negli USA i venture capitalist considerano come uno dei parametri fondamentali per finanziare un progetto che il progetto stesso sia guidato da persone che hanno già fallito, perché vuol dire che sanno come si sbaglia.

Misurabilità e prioritizzazione degli obiettivi

In Italia si lavora ancora a quintali, ovvero a ore. La gestione del futuro prevede la creazione di obiettivi che siano:

  • per livelli: partiamo con obiettivi più semplici per poi averne di più complessi
  • misurabili: un obiettivo deve essere spiegato con chiarezza e misurabile
  • prioritiizzati: gli obiettivi più importanti prima, tenendo conto dei concetti di incrementale, iterativo e di semplice prima
  • avere degli obiettivi iniziali semplici permette di raggiungere velocemente dei risultati tangibili, procedere nel progetto o nel prodotto e creare fiducia nei lavoranti al progetto. Individuare dei Quick Win, aiuta tutti gli stakeholder a prendere fiducia nel progetto e se ben comunicati, a rendere il progetto un successo da subito.

Formazione e cultura digitale

Per creare cultura agile e di obiettivi, serve sicuramente il buon esempio, ma soprattutto formazione. La formazione deve essere fatta gli interni alla PA, ma i concetti devono essere condivisi anche con gli esterni (gli stakeholder) altrimenti non sarà possibile procedere con “agilità” perché non verrà compreso il metodo di lavoro.

Tra gli stakeholder si includono quindi anche gli amministratori dell’ente, le figure di management, i lavorato singoli, ma anche l’ultimo degli operai perché un altro concetto dell’agile working è quello che le decisioni devono essere prese il più vicino possibile a chi ha la maggiore conoscenza in merito a una materia, e spesso questo vuole dire che sono gli operativi a decidere, non i manager (altro cambiamento culturale enorme).

Strategia di comunicazione

Quando si raggiungono obiettivi, risultati, successi, vanno comunicati e festeggiati. Inoltre ci deve essere una forte sinergia con gli stakeholder, perché il coinvolgimento permette alle informazioni di girare più velocemente, alle soluzioni di diffondersi velocemente, alla partecipazione di diventare più diffusa e alle partnership di consolidarsi. Tanto le cattive notizie girano comunque alla velocità della luce, perché non creare terreno anche per far girare le notizie buone e soprattutto quelle utili?

Interoperabilità e sostenibilità

Sulla scia della comunicazione, che è un interoperabilità relazionale, abbiamo l’interoperabilità applicativa, che mira a permettere alle soluzioni che si creano di corrispondere a determinati livelli di interazione e integrazione con altri sistemi. Nello specifico dei comuni, le soluzioni acquisite o commissionate devono o dovrebbero essere il più possibile interoperabili con le piattaforme abilitanti (AnprSpidCiePagoPaApp IO), ma anche in grado di esporre dati (opendata) e di avere api per l’interfacciamento di terzi.

Questo permette di rendere i sistemi sostenibili (ovvero sistemi che nel tempo sopravvivono perchè sono in grado di comunicare con altri sistemi e aprirsi alle evoluzioni).

Come coinvolgere la parte politica nel progetto di trasformazione digitale?

Coinvolgimento e codesign

E’ finita l’epoca dell’autoreferenzialità della PA e dei programmatori. All’inizio erano i programmatori, che senza conoscere la materia, prevedevano di fare la soluzione migliore (sia a livello di logica che di interfaccia) per poi scoprire che l’utente non riusciva ad usare il prodotto. A quel punto il programmatore dava la colpa alla stupidità dell’utente (il famoso utonto) e il prodotto diventava inusabile. Il tutto era esacerbato nella PA, che credeva di poter calare dall’alto la soluzione come la riteneva corretta per i propri processi, a cui il cittadino doveva adattarsi.

Ora siamo nell’epoca del #citizenfirst. Il cittadino/stakeholder/utente finale deve essere parte integrante del processo di creazione di una soluzione (come fatto con IO) e deve essere il giudice finale di un progetto della PA. Se si mira a risolvere un problema del cittadino, perché non coinvolgerlo? Solo dopo vengono i processi interni, che magari a seguito del feedback del cittadino vanno anche rivisti.

Perché digitalizzare un servizio non vuol dire solo informatizzarlo, ma anche reingegnerizzarlo. La differenza è che reingegnerizzare implica informatizzare (Software) ma anche rivedere i processi. Nel 50% dei casi (dice l’osservatorio secondo i dati raccolti) non viene fatta reingegnerizzazione, ma solo informatizzazione di vecchi processi. E’ proprio in questi casi che digitalizzare diventa l’aggiunta di un layer che peggiora la situazione, invece di migliorarla.

Identificare e coinvolgere i fornitori di progetto

Dopo aver coinvolto i cittadini, vanno anche coinvolti i fornitori. Sembra ovvio, ma non così tanto. Il fornitore di progetto (o i fornitori) devono essere parte integrante della cultura (agile), del team di lavoro, facendo sistema in un rapporto di partnership (molto diverso da fornitura) dove la creazione del servizio o del prodotto diventano momenti di opportunità, sperimentazione e scambio di esperienza sia per la PA che per i fornitori. Crescere insieme (PA e fornitori) guardando ai feedback del cittadino è l’unico modo di fare servizi utili per la PA.

Vendere al politico i benefici di breve

Tra gli stakeholder è fondamentale considerare la figure politiche. Spesso si cerca di spiegare al politico i benefici del servizio a livello tecnologico, a volte economico, a volte di territorio. Ma il politico è una figura molto varia: ogni politico ha i suoi obiettivi precisi, che derivano dall’estrazione umana, professionale, personale, politica (appunto), dal momento storico e da tanti altri aspetti. Qui il consiglio è coinvolgere il politico cercando di capire cosa gli interessa e “vendendogli” il prodotto o servizio cercando di capire quali sono i suoi interessi. Gli interessi possono essere i più nobili (il bene del territorio, l’economicità, la volontà di innovare), ma anche altri magari considerati meno nobili (la visibilità ad esempio). Capire questo aiuta a considerare il politico come uno stakeholder da coinvolgere, secondo i suoi parametri, non i propri.

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27 Gennaio 2020